Photo by Simone Addis


Non sono solito parlare di me e credo che non sarei capace di scrivere un’esaustiva biografia personale e, probabilmente, anche se ci provassi, non potrei essere completamente oggettivo.

Allora ho chiesto ad alcune persone che mi conoscono bene di farlo al posto mio.

- Thomas Harris


Simone Stanislai, collega ed amico.

“Scrivere di fotografia e fotografi è sempre difficile, spesso e volentieri sono sufficienti le immagini e il loro ruolo di medium tra realtà e mondo del fotografo. Scrivere di fotografia vuol dire così cercare parole che per un attimo traspaiano ad un livello superiore dell'immagine e poi tornino a dissolversi dentro di questa, tornando ad essere una cosa sola.

Scrivere di Thomas vuol dire innanzitutto per me guardare con attenzione le sue inquadrature, scavare nelle ombre e nelle luci dei suoi bianchi e neri, cercare tra i passaggi di grigi, tra la scelta dei diaframmi, tra i colori che vincono sulle conversioni. La ricerca del suo modo di vedere e di sentire, passati in rassegna questi indizi, conduce ad un occhio curioso, che si dibatte tra slanci e silenzi. Un occhio e un'anima che hanno bisogno della partecipazione e della riflessione. I suoi contrasti spesso sono netti, il segno deve incidere più che spalmarsi, i bianchi e i neri sono materici, quasi tridimensionali. Ma allo stesso tempo possono divenire eterei, leggeri. C'è sempre una costante attenzione agli elementi che tratta: le sue foto si fanno d'aria, d'acqua, di cielo o di terra a seconda della vicinanza. Ogni volta, prima dello scatto, lui prende con sé una grande boccata di mondo, è parte di quel momento. 

Così, vi è attenzione per le vite che ritrae, vuole conoscere le storie, avvicinarsi con empatia a quelle anime che accompagnerà nel giorno del loro matrimonio e sarà per loro occhio e cuore.

Thomas è una persona sensibile, generosa, serenamente in bilico tra la maturità di padre e la spensieratezza di bambino. Guardandolo fotografare è facile riconoscere uno slancio spontaneo, un coinvolgimento totale, a conferma del fatto che ciò che fa, lo fa per passione. E' il suo linguaggio privilegiato, in lui vive ancora un sorridente fanciullino di pascoliana memoria.

Ascoltare, osservare, sentire, comprendere, intuire. E dare a tutto ciò una forma necessariamente unica, poiché filtrata dal suo essere, fatto di esperienze, letture, musica, lezioni di maestri, passioni, fede. Ciò che per molti potrebbe apparire un fascio di luce bianca, si scompone nella sua visione in un caleidoscopio di iridescenze: un momento diventa una sequenza, uno spettro sensibile di attimi. Le immagini che restano impresse sono così frutto di scelte e del sapiente uso dei “rubinetti” con cui dosa le singole componenti che le costituiscono. 

Il dialogo con lui diventa sempre un'occasione di crescita e scambio fruttuoso. Lo contraddistingue una sincera umiltà e la consapevolezza di essere l'interprete di una parte delle visioni possibili. Per questa ragione, pur fedele alla sua linea, alla sua impronta, ama il confronto a tutto tondo ed è convinto che ci sia sempre molto da imparare, da tutti.”


Federica Daniele, amica di lunga data.

“Thomas è un marito e un padre appassionato che mette tutto il suo impegno nel quotidiano e grazie alla forza che da esso trae sposa la fotografia e ne fa arte.

È la Passione di Thomas che scatta, che immortala, che fa emergere il Senso in quello che a Thomas è dato di vedere; i momenti che fanno di due persone, due sposi, in quel giorno delle nozze in cui spesso è solo Thomas a poter “capire” le variopinte espressioni umane, da cui Thomas carpisce l'attimo, l'andamento atmosferico delle emozioni. 

Ma ancora di più... Quello che Thomas cerca nel suo lavoro è la stessa cosa che cerca per se stesso: è l'umanità, fondata sui rapporti (con gli sposi e con i colleghi) e la crescita personale, non come una cosa da guardare dietro ad un vetro (neanche quello della lente dell'obbiettivo), ma da vivere per intero, dal principio, dalla Vita.”

I'm not used to speak about myself and I believe I wouldn't be able to write an exhaustive personal biography; probably, even if I tried, I couldn't give a completely objective judgment.

Therefore, I asked some people who know me very well to do this on my behalf.

- Thomas Harris


Simone Stanislai, colleague and friend.

"Writing about photography and photographers is always difficult. Very often, images and their medium function between reality and the photographer's world are enough to explain such a reality. Writing about photography means finding words that capture the same unique meaning.

First, writing about Thomas means looking carefully at his frames, digging into the shadows and the lights of his black and white shots to search for gradations of grey, lens aperture choice, colors prevailing on conversions. After reviewing these clues, the search for his way of seeing and feeling leads to a curious eye, which struggles between bursts and silences. His contrasts are often sharp: marks must carve rather than smear; blacks and whites are highly tactile, almost three-dimensional but, at the same time, they can become ethereal and light. He always pays continuous attention to his elements: his pictures are made of air, water, sky or earth, depending on proximity. Each time before the shot, he takes a deep "breath of world" becoming part of that moment. 

Thus, he cares about the lives he portrays: he wants to know their stories, to understand those souls he will follow the day of their marriage, being their eye and their heart.

Thomas is a sensitive and generous person, peacefully suspended between the maturity of a father and cheerfulness of a child. Watching him while taking pictures it is easy to recognize a spontaneous impetus, a complete involvement, confirming the fact that he puts passion into his work. It is his favorite language: the eternal smiling child of Pascoli still lives in him.

This is what he does: listening, observing, feeling, understanding, perceiving and giving to everything a necessarily unique shape, as filtered by his personality, made up of experiences, readings, music, teachers lessons, passion, and faith. What may appear to many people as a beam of white light, in his vision breaks down into a kaleidoscope of iridescence: a moment becomes a sequence, a sensitive spectrum of instants. Therefore, the impressed images are the result of the choices and the expert use of "taps" to dose the single components that constitute them. 

Talking to him is always an opportunity for growth and fruitful exchange. A sincere humility and the awareness of being the interpreter of some of the possible visions make him stand out from the crowd. For this reason, he likes to confront in the round - though being faithful to his line - and is convinced that you can always learn something from everybody."

 


Federica Daniele, long-standing friend:

"Thomas is a husband and a passionate father who commits himself in everyday life and, thanks to the strength he takes out of it, marries photography and transforms it into art.

It's his Passion that takes snaps, that captures and brings out the Sense in what he sees: the moments that make two individuals a couple on that day where often Thomas is the only person able to catch the multifaceted human expressions and wheedle the moment, the atmospheric course of emotions out of them. 

Moreover... What Thomas looks for in his work is the same thing he seeks for himself: humanity. A humanity based on relationships (with the couple and with the colleagues) and personal growth, not as something to look behind a glass (even that of the objective lens), but to live in its whole, from the beginning, from Life."


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